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Perle (e scarpe vecchie) nella rete

 

Whassap! [1] per questa intervista di Aldo Cazzullo a Leoluca Orlando. Nonostante il solito titolo da polemichetta sterile, e’ assai interessante. “La mafia la si puo’ sconfiggere solo sostituendola”, “serve una alfabetizzazione della Sicilia: il pericolo e’ che la mafia si alfabetizzi prima dei siciliani”, “questione morale, legalita’ ed alfabetizzazione sono tre fasi ben distinte” colgono il punto. Anche la riveduta e corretta autocitazione di “Non ho presentato un solo emendamento, perche’ l’emendamento e’ l’anticamera del compromesso” dice qualcosa sull’uomo. E sulla passione per le anticamere: ma dove stanno ormai le anticamere, se non nei film di Battiato? Scommetto che manco Cuffaro ha un’anticamera. (nota personale: il fatto che collezioni elefanti, come mio nonno, mi rende Orlando meno antipatico)

I dont tink zo! [2] Per il commento di Camillo (che e’ il miglior corrispondente italiano dagli USA ) a questa intervista di Zbigniew Brzezinski al Washington Post. Par di capire che Zibi' promuova una maggiore neutralita’ del linguaggio della guerra al terrorismo, che dica che non bisogna parlare di terrorismo islamico, come non si parlava di integralismo cattolico quando era l’IRA ad uccidere, ma di terrorismo nordirlandese, per non confondere il piano politico e quello religioso, etc. E soprattutto che renda ben chiaro che la natura della lotta all’integralismo e’ molto differente dallo scontro col comunismo. Si puo’ essere piu’ o meno in disaccordo, certamente. Si puo’ discutere della rilevanza di questa argomentazione, sicuro. Camillo (sempre il miglior corrispondente dagli USA) gli spara invece addosso una caterva di critiche che rendono chiarissimo un punto: Camillo (comunque il miglior corrispondente dagli USA) non ha la minima idea di quello di cui sta parlando. Gli dice “Sinistra Neokissingeriana”, quando Zibi’ non e’ necessariamente un democratico (ha fatto parte della squadra di Bush Senior), ed e’ di sicuro la nemesi di Kissinger. E’ stato il falco dell’amministrazione Carter, e la sua assoluta intransigenza nei confronti dell’Urss, su un piano morale piu’ ancora che politico, lo rende molto simile ai Neoconservatori (non dite allo strepitoso corrispondente che Zibi’ e’ amico di Wolfowitz). Camillo pero’ ha letto, ai piedi dell’intervista del Post, che Zibi’ era il Consigliere della sicurezza nazionale di Carter, e ne ha dedotto che fosse soft coi russi (“se fosse dipesa da lui [l’ideologia totalitaria sovietica] oggi sarebbe viva e vegeta”).

Invece prima che l’ex governatore della California progettasse le guerre stellari (e con lui il meraviglioso corrispondente dagli USA avesse la sua Epifania politica), era proprio Zibi’ a fare la guerra all’impero del male: il sostegno non condizionato a Solidarnosc, provocare l’invasione dell’Afghanistan per farne il Vietnam del Cremlino, sostenere i dissidenti a rischio di un confronto duro con l’Urss sono tutte politiche di Brzezinski. Per tutto questo Zibi’ si e’ preso i fischi pacifisti della convention democratica del 1980. Almeno quelli avevano un senso. Invece i fischi di oggi del fantastico corrispondente dagli USA per il vecchio cold warrior, mi sembrano le critiche strampalate dei movimenti anni 70 ai vecchi partigiani rossi: soft col totalitarismo..

[1] Estremamente cool, nel linguaggio austro-americano di Bruno
[2] Del tutto out-of-fashion, sempre per Bruno

Pubblicato il 6/12/2005 alle 3.18 nella rubrica Perle nella rete.

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