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Idee sotto l'elmetto

Mi pare che l'illuminante intervista di D'Alema ad Haaretz riveli la forte presenza e combinazione dei 3 elementi che fanno o distruggono le carriere politiche e le grandi imprese:

1) l'enorme ambizione: "Success would be the active presence of international and European diplomacy in the region...if with the assistance of a UN and European presence a positive process begins in Lebanon...that will show people in Israel that the international community can be efficient, that Europe can be efficient...I think that if things go well in Lebanon, a similar positive process could also begin in the Gaza Strip".
In pratica non un intervento una tantum, ma un piano ad ampio raggio che sostituisca progressivamente la politica americana, che, dice D'Alema, e' fallita completamente nella regione. Roba forte.

2) L'opportunismo politico: non mi sembra di averlo letto sui giornali, ma siamo di fronte ad un complesso balancing act del governo italiano che nei prossimi 6 mesi deve soddisfare, o almeno non dispiacere troppo, una serie di attori non proprio coerente. Si tratta di: la sinistra pacifista, l'opposizione (fondamentale da avere a bordo nelle questioni di politica estera per via del senato, non per ragionamenti astrattamente bipartisan), la old europe che e' concetto cangiante con le maggioranze parlamentari, ma che di questi tempi corrisponde piu' o meno a Francia, Spagna, Italia, e mezza Germania), gli USA.
La missione in Libano, in un ruolo di prominenza, credo sia un segnale chiaro del fatto che fra sei mesi, al rinnovo del finanziamento, l'Italia uscira' dall'Afghanistan, indipendentemente da quello che stara' succedendo laggiu'. Questo fara' contenta la sinistra radicale (meglio: il suo elettorato, perche' l'opportunismo dei propri rappresentanti non e' secondo a nessuno, imho), che invece e' prontissima a votare una missione assai piu' pericolosa, costosa e incerta come quella libanese. E non sostanzialmente differente.
La CDL non credo possa votare contro una operazione a guida italiana. Francia e Spagna alla fine non possono non starci, per motivi di reputazione. Agli USA e a Israele togliamo le castagne dal fuoco, obbiettivamente. I primi chiuderanno un occhio sul ritiro afghano, accettando la spiegazione che l'Italia non ha i mezzi ed i soldi per sostener contemporaneamente contingenti in Bosnia, Kosovo, Afghanistan, Iraq -fino a natale- e Libano.

3) La chiarezza del linguaggio: non va sottovalutata. La capacita' di verbalizzare chiaramente una posizione di questo genere suggerisce un'agenda coerente (che poi l'agenda ci sia davvero e' altra questione). Per capirsi questo e' un elemento che non manca alle elaborazioni dei Neo Con ed alla politica dell'amministrazione americana, la quale, per inciso, dopo il casotto iracheno, si e' impantanata definitivamente sulle rive del fiume Litani.
Dice Haaretz: D'Alema said that America's aggressive approach to the Middle East, which Israel shares, has failed, and has caused serious damage...D'Alema disagrees with Israel's description of Hezbollah as a terrorist organization: "An organization that has 35 members of parliament and three ministers cannot be described solely as a terrorist group...if you have a simplistic view of the enemy, you deal with him incorrectly...The American policy, which Israel also supported, created an impossible situation. Just a few years ago, they foretold the demise of the UN. I recall that on the day Baghdad fell, Richard Perle wrote that along with Baghdad, the UN also fell. The thinking was that it is possible to control the world via the power of a hegemonic liberal power. This philosophy has created serious damage, and now the U.S. is looking for a logical way out...We are sending our soldiers to Lebanon and endangering their lives out of love for Israel. We have no interests in Lebanon; this is supposed to be a step that creates peace. And that is in Israel's interest".
Non sono frasi che ho sentito pronunciare spesso da ministri degli esteri italiani.

Insomma la novita' c'e'. L'Andreottismo, in politica estera, aveva 1 e 2, ma non 3. Il Berlusconismo 1 e 3, ma non 2 (in termini di consenso elettorale quanto meglio sarebbe stato differenziarsi "a sinistra" rispetto alla coalizione dei willing? Invece B. ha preferito le stupidaggini di Ferrara).
E' chiaro che ognuno di questi punti puo' tramutarsi in un disastro, e siccome sono un pessimista ci aggiungo: facilmente. L'Europa puo' una volta di piu' rivelarsi un bluff. Il governo puo' cadere sui capricci di un partito neocomunista. Se le cose dovessero cominciare ad andar male la propensione a dar lezioni di D'Alema puo' tornare indietro a perseguitarlo, come altre volte in passato.
Vedremo. Per ora io sono passato da nettamente contrario alla missione a neutrale, in attesa di nuove informazioni.

Pubblicato il 25/8/2006 alle 20.1 nella rubrica Povera Patria.

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