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Povera Patria


25 agosto 2006

Idee sotto l'elmetto

Mi pare che l'illuminante intervista di D'Alema ad Haaretz riveli la forte presenza e combinazione dei 3 elementi che fanno o distruggono le carriere politiche e le grandi imprese:

1) l'enorme ambizione: "Success would be the active presence of international and European diplomacy in the region...if with the assistance of a UN and European presence a positive process begins in Lebanon...that will show people in Israel that the international community can be efficient, that Europe can be efficient...I think that if things go well in Lebanon, a similar positive process could also begin in the Gaza Strip".
In pratica non un intervento una tantum, ma un piano ad ampio raggio che sostituisca progressivamente la politica americana, che, dice D'Alema, e' fallita completamente nella regione. Roba forte.

2) L'opportunismo politico: non mi sembra di averlo letto sui giornali, ma siamo di fronte ad un complesso balancing act del governo italiano che nei prossimi 6 mesi deve soddisfare, o almeno non dispiacere troppo, una serie di attori non proprio coerente. Si tratta di: la sinistra pacifista, l'opposizione (fondamentale da avere a bordo nelle questioni di politica estera per via del senato, non per ragionamenti astrattamente bipartisan), la old europe che e' concetto cangiante con le maggioranze parlamentari, ma che di questi tempi corrisponde piu' o meno a Francia, Spagna, Italia, e mezza Germania), gli USA.
La missione in Libano, in un ruolo di prominenza, credo sia un segnale chiaro del fatto che fra sei mesi, al rinnovo del finanziamento, l'Italia uscira' dall'Afghanistan, indipendentemente da quello che stara' succedendo laggiu'. Questo fara' contenta la sinistra radicale (meglio: il suo elettorato, perche' l'opportunismo dei propri rappresentanti non e' secondo a nessuno, imho), che invece e' prontissima a votare una missione assai piu' pericolosa, costosa e incerta come quella libanese. E non sostanzialmente differente.
La CDL non credo possa votare contro una operazione a guida italiana. Francia e Spagna alla fine non possono non starci, per motivi di reputazione. Agli USA e a Israele togliamo le castagne dal fuoco, obbiettivamente. I primi chiuderanno un occhio sul ritiro afghano, accettando la spiegazione che l'Italia non ha i mezzi ed i soldi per sostener contemporaneamente contingenti in Bosnia, Kosovo, Afghanistan, Iraq -fino a natale- e Libano.

3) La chiarezza del linguaggio: non va sottovalutata. La capacita' di verbalizzare chiaramente una posizione di questo genere suggerisce un'agenda coerente (che poi l'agenda ci sia davvero e' altra questione). Per capirsi questo e' un elemento che non manca alle elaborazioni dei Neo Con ed alla politica dell'amministrazione americana, la quale, per inciso, dopo il casotto iracheno, si e' impantanata definitivamente sulle rive del fiume Litani.
Dice Haaretz: D'Alema said that America's aggressive approach to the Middle East, which Israel shares, has failed, and has caused serious damage...D'Alema disagrees with Israel's description of Hezbollah as a terrorist organization: "An organization that has 35 members of parliament and three ministers cannot be described solely as a terrorist group...if you have a simplistic view of the enemy, you deal with him incorrectly...The American policy, which Israel also supported, created an impossible situation. Just a few years ago, they foretold the demise of the UN. I recall that on the day Baghdad fell, Richard Perle wrote that along with Baghdad, the UN also fell. The thinking was that it is possible to control the world via the power of a hegemonic liberal power. This philosophy has created serious damage, and now the U.S. is looking for a logical way out...We are sending our soldiers to Lebanon and endangering their lives out of love for Israel. We have no interests in Lebanon; this is supposed to be a step that creates peace. And that is in Israel's interest".
Non sono frasi che ho sentito pronunciare spesso da ministri degli esteri italiani.

Insomma la novita' c'e'. L'Andreottismo, in politica estera, aveva 1 e 2, ma non 3. Il Berlusconismo 1 e 3, ma non 2 (in termini di consenso elettorale quanto meglio sarebbe stato differenziarsi "a sinistra" rispetto alla coalizione dei willing? Invece B. ha preferito le stupidaggini di Ferrara).
E' chiaro che ognuno di questi punti puo' tramutarsi in un disastro, e siccome sono un pessimista ci aggiungo: facilmente. L'Europa puo' una volta di piu' rivelarsi un bluff. Il governo puo' cadere sui capricci di un partito neocomunista. Se le cose dovessero cominciare ad andar male la propensione a dar lezioni di D'Alema puo' tornare indietro a perseguitarlo, come altre volte in passato.
Vedremo. Per ora io sono passato da nettamente contrario alla missione a neutrale, in attesa di nuove informazioni.




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27 luglio 2006

Tarallucci e aceto


Ricapitoliamo: prima si e' ceduto ai tassisti, poi si e' scoperto che Moggi non ha colpa di nulla e che mettersi d'accordo per una partita non e' poi cosi' grave (ditelo a quelli del Genoa). Adesso, con la scusa di mettere fuori un po' di extracomunitari, dei quali a nessuno in realta' importa nulla, si rimettono in giro qualche migliaio di ladri, assassini e truffatori.  Anche quelli che non sono stati ancora ne' indagati ne' processati: liberazione preventiva, tanto per far sentire un po' piu' inutili polizia e giudici, ed un po' piu' stupidi tutti gli onesti e le vittime. Gli extracomunitari invece, senza modifiche della Bossi Fini, fra qualche mese saranno tutti di nuovo dentro, evviva.
Chi si oppone e' un pazzo, un forcaiolo o entrambi, nonostante rappresenti i due terzi degli italiani e l'80% di quelli dell'Unione, e come se fosse pratica comune nei paesi occidentale fare riduzioni della pena indiscriminate.
A questo punto perche' non un condono fiscale? Un contentino ai farmacisti/notai/panificatori/avvocati?
Un vero Maalox moment.

PS Ecco un'altra ragione per cui e' stato davvero sbagliato cedere ai tassisti.

PPS Solidarieta' (noiseFromAmerika) a Francesco (lavoce.info) Giavazzi (intervista a radio radicale, molto pacata e condivisibile, anche se io sono meno ottimista sulla possibilita' di liberalizzare molti mercati tutti insieme).




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4 luglio 2006

Joe le taxi

Poche idee..

..Ed anche piuttosto confuse[1].

[1]: A->B (il governo ha liberalizzato le licenze dei taxi);  B->C (ora noi pretendiamo libere tariffe)

PS nel frattempo Guido Viale (si', proprio quel Guido Viale), che scopriamo essere autore di "Tutti in taxi, demonologia dell'automobile", Feltrinelli 1996, pubblica un articolo dalle idee ancora piu' confuse su Repubblica di oggi: La riforma Bersani e le lobby.
Perle: i tassisti possono diventare come i camionisti di Allende, "il sistema dei taxi negli USA provoca sfruttamento, parassitismo, inefficienza, e anche di conflitto sociale", e poi, naturalmente "Occorre soprattutto predisporre normative e agevolazioni per l'acquisizione delle tecnologie necessarie all'innovazione". Perche', come al solito, il problema e' un altro..

PPS 1: piu' leggo il decreto Bersani, e piu' mi convinco che i tassisti non l'hanno proprio capito. All'articolo 6 si legge infatti:
"..i Comuni possono bandire pubblici concorsi, nonché concorsi riservati ai titolari di licenza taxi (...) per l'assegnazione a titolo oneroso di licenze eccedenti la vigente programmazione numerica. Nei casi in cui i comuni esercitino la facoltà di cui al primo periodo, (...) i proventi derivanti dall'assegnazione a titolo oneroso delle nuove licenze sono ripartiti, in misura non superiore all'80% e non inferiore al 60%, tra i titolari di licenza taxi del medesimo comune che mantengono una sola licenza.."
In pratica mi pare che dica che i comuni possono vendere nuove licenze a persone che non ce l'hanno, oppure ai tassisti che gia' le hanno. Nel primo caso ai tassisti attuali andrebbe un risarcimento pari ad una quota fra il 60 e l'80% dei ricavi delle licenze, divisi fra tutti i tassisti.
Nel secondo i tassisti che comprano le extra licenze (e si trasformano in imprenditori) risarcirebbero quelli che decidono di tenerne una sola.
I tassisti quindi, piuttosto che opporsi al decreto, dovrebbero spingere invece per la seconda soluzione.
Che potrebbe succedere?
Facciamo un esempio pratico: a Roma ci sono circa 5000 tassisti. Ognuno dei quali ha pagato un certo prezzo per la sua licenza. Da quel che si legge sui giornali un prezzo che potrebbe essere di circa 150mila euro. Il comune, basandosi sui dati delle altre capitali europee, vorrebbe almeno triplicare il numero di taxi in circolazione. Diciamo che per cominciare potrebbe annunciare il raddoppio delle licenze (altre 5000), assegnate con asta olandese ai possessori attuali di licenze che vogliano partecipare.
Un esito possibile potrebbe essere che 2500 tassisti partecipino, e che ciascuno ne compri 2, ad un prezzo medio di 50mila euro l'una. Il comune quindi devolverebbe il'70% dei ricavi ai tassisti che hanno deciso di tenersi solo una licenza, che si prenderebbero cioe' 70mila euro.
Risultato: ci saranno 2500 tassisti con 3 licenze, che avranno pagato in media 83.333 euro ciascuna (150mila+50mila+50mila)/3, e 2500 tassisti con una licenza, che avranno pagato in media 80mila euro (150mila-70mila di risarcimento). Ci saranno poi 5000 taxi in piu' sulle strade , il comune incassera' 75 milioni di euro (50mila*5000*30%), e poi anche 5000 posti di lavoro in piu'. Meglio di un calcio in bocca, direi..
Naturalmente questa e' una grossolana semplificazione.
L'esito dipende da vari fattori: il numero delle licenze che il comune vuole vendere nel tempo, la distribuzione temporale delle aste, il tipo di asta prescelto, chi vi puo' partecipare, il fatto che le tariffe rimangano fisse o meno.
E poi certamente va risolto il problema di scelta dei tassisti (ho un sentore di equilibri multipli).
Ma non e' niente che un bravo economista (non uno eccellente, ne basta uno bravo) non possa risolvere in modo da far avere a tutti, tassisti compresi, una fetta della torta.

PPS 2: se pero' i tassisti continuano in proteste sproporzionate sia chiaro che io sono per emettere subito una grande quantita' di nuove licenze con asta aperta a tutti, chi offre di piu' se le piglia, e poi chi vuole lavorare lavora e chi vuole scioperare sciopera.

PPS 3: Forza Italia!




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1 luglio 2006

Bersani very good!

Anche per aver preso tutti di sorpresa. Avanti cosi'.
Per il resto: bell'articolo di George Vecsey (uno che mi pare capisca il calcio abbastanza da poterlo divulgare agli americani nella loro lingua sportiva, finalmente) su calciopoli sul Nyt (serve l'abbonamento):

..I have been watching Serie A on Sunday mornings since the late 1980's, when civilization (that is to say, Italian soccer) finally arrived, all fuzzy and scratchy, on my UHF channel, before cable made it all clear how marvelous European soccer is. On some of those Sunday mornings, I saw strange sights. Juventus often seemed to get one extra break a match — a dubious offside call, a phantom foul, an inexplicable out-of-bounds decision. Yankee Luck, we used to call it back in Brooklyn.
...
One of the reasons I love Italian soccer is the highly cynical but perhaps realistic view of the world. Gennaro Gattuso, the wild man with the wild hair who roams the Italian defense, professed that the foul on Australia should not have been a rigore (penalty kick) but rather a rigoretto, a little foul, but Gattuso insisted the ref was making up for having sent off an Italian defender earlier in the match. This is the way many soccer players think. This is their world.






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29 aprile 2006

Senatorii..Senatorii..

(dedicato esclusivamente a Francesco Marini, Franco Mariti, "Marini", e soprattutto ai loro autori, furbetti del quartierone e degni eredi di una gloriosa tradizione che data almeno al cavallo di Caligola)




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14 aprile 2006

Il crimine non paga

Immagina di essere il capo dei capi della mafia, di vivere sempre pronto a scappare con diecimila euro nella mutande, di comunicare con i tuoi cari attraverso letterine scritte con una Olivetti Lettera 32, di essere in perpetua crisi mistica, di ricevere biglietti da tua moglie che si lamenta degli ospedali pubblici di Palermo. E poi, dopo 40 anni cosi', di passarne un altro bel po' in galera in isolamento e morire guardando il sole a striscie: una vita ben spesa, non c'e' che dire. Complimenti.




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23 marzo 2006

Er caimano

Stamattina, verso le 6, arriva il primo commento della stampa amica sul Caimano: sara' malinteso. Pero' non c'e' la sostanza del Portaborse per fare un operazione Di Donato. Io, lo ammetto, oggi mi farei molto molto volentieri un giro al Nuovo Sacher.




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28 febbraio 2006

Chi parla bene, pensa bene?

Mah, a me questa idea che i progressisti perdono le elezioni perche' non sono in grado di plasmare il discorso pubblico, di vincere la battaglia della retorica, mi sembra lo specchio di un nichilismo assoluto. E il sintomo che c'e' davvero grossa crisi..




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10 febbraio 2006

Il Grande Timoniere

8 febbraio, Stazione Termini, Pyongyang.


PS Questa e' la classica cosa difficile da spiegare agli americani. O agli inglesi.




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19 gennaio 2006

Vacanze Romane

Fra le tante e piu' importanti impressioni, una: c’e’ qualcosa di bizzarro e di disturbante nella seconda serata dei palinsesti occupata manu militari dai politici, impegnati a rincorrere i loro dieci minuti di attenzione, o almeno a tirar su qualche soldo.
Pochi giorni fa c’erano in contemporanea: Bonino vs Giovanardi su Rai 3, un’accoppiata interessante, ma anche dalle sicure potenzialita’ circensi.
Claudio Martelli su Italia 1, davanti ad un fondale con sopra scritto a lettere cubitali: “L’importanza di essere fico”, ad illustrare visivamente la tragedia dell’esserlo stato troppo.
Infine Cappezzone, o Capezzon1 secondo la grafica, da Chiambretti sulla 7, a scherzare sul fatto che i comici devono tenersi stretto il loro lavoro insidiati come sono dai volenterosi rappresentanti del popolo elettore.
Appunto.




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Bohr: When the ships arrived on the wednesday, there were 8,000 jews in Denmark to be arrested and crammed into their holds. On the Friday evening, at the start of the Shabbat, when the SS began their round up, there was scarcely a jew to be found.
Margrethe: they'd all been hidden in churches and hospitals, in people's home and country cottages.
Bohr: But how was that possible? Because we'd been tipped off by someone in the German embassy. Your man?
Heisenberg: One of them
..
Bohr: Heisenberg, I have to say - if people are to be measured stricly in terms of observable quantities..
Heisenberg: Then we should need a strange new quantum ethics. There'd a place in Heaven for me.

M. Frayn, "Copenhagen"

 



 
Supremo geometra segreto iniziato alle mistiche simmetrie del libero mercato scandinavo e medioccidentale, della loggia dei liberi muratori di Bloomington 




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