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Diario


10 dicembre 2005

A chi je tocca, nun se ‘ngrugna (post lungo, noioso e probabilmente inutile, ma per fortuna l’ultimo della serie)

Camillo invece s’e’ ‘ngrugnato, e torna sulla questione Brzezinski oggi con due commenti (e ci tornano anche loro). Il primo commento, duretto, e’ questo, ed ha il merito di allegare l’articolo di cui si diceva:

Per i duri di testa

Ecco "l'oscuro" articolo di Brzezinski del 1981 pubblicato "dall'oscuro" New York Times che, secondo i sapientoni, non parlava di politica forte e muscolare e di errori di strategia di Reagan verso l'Unione Sovietica che, secondo Brz, avrebbero portato l'America al disastro.

Ora: Camillo prima parlava di politica “idealista e muscolare” (perche’ voleva dire che Zibi’ era kissingeriano, quindi anti-idealista), e adesso e’  diventata “forte e muscolare”, che non e’ lo stesso. Comunque, a leggerlo davvero l’articolo, si capisce che la critica all’amministrazione non e’ sulla politica, ma su una retorica muscolare che non sia accompagnata da un adeguato dispiegamento di forze:

..our rhetoric of recent months certainly succeeded in convincing Moscow of our hostility, while our strategic decisions doubtless reassured the Russians that we do not have the will to carry forward a sustained confrontation..

E, ed e’ questo il punto, avvicinare retorica ed azione non ha nulla a che fare con lo stare sulla difensiva con l’Urss, o averne un timore esagerato:

..In such a context we would be unable to exploit constructively, in order to moderate Soviet behavior, the growing internal difficulties in the Soviet world, ranging from the crisis of succession in Moscow to the Polish contagion, not to speak of the unprecedented isolation of the Soviet Union in the third world.

Non mi sembrano proprio le parole di un rassegnato.

Sull’”idealista” poi: l’articolo suggerisce che nella politica centroamericana gli USA

.. cannot credibly speak for human rights on behalf of the Polish workers while remaining unresponsive to the desire for land reform and social progress on the part of the Central American peasantry..

.. The tragedy is that, since January 1980, the United States has conveyed the impression that it is not concerned with the development of constitutional democracy in El Salvador but is preoccupied almost entirely with the Cuban threat..

.. [the President should take the necessary steps to] Reaffirm American commitment to democratic processes in Central America..

Sostituite El Salvador con Iraq e Cuba con Iran, e ditemi se questo e’ un Kissingeriano a 24 carati. E poi ditemi se  questa e’ una critica all’amministrazione “in quanto troppo idealista”. Vabbuo', veniamo al secondo post, che e’ piu’ istruttivo:


Non per infierire

Ma proprio oggi Commentary ha messo online il nuovo saggio di Norman Podhoretz, che NP medesimo mi aveva anticipato due giorni fa a casa sua, che prende a sberle i più famosi errori di politica estera versus l'Unione Sovietica di Brzezinski, quelli di cui i sapientoni non hanno mai avuto sentore...(continua qui)

 

Ecco, ci abbiamo messo un po’, ma finalmente si capisce la catena logica: nPod attacca Zibi’ Brzezinski per motivi del tutto legati alla attuale guerra in Iraq (a ragione, a torto, non ci interessa), e, per farlo, ne attacca la credibilita’ di cold warrior. Camillo, o avendo parlato con nPod, o per affinita’ elettiva, lancia anche lui una salva di avvertimento a Zibi’, non si sa mai. Comunque: fa piacere a tutti che Camillo legga Commentary con due giorni di anticipo, ma siamo sicuri che quello che dice nPod debba essere per forza vero? Ne siamo sicuri al punto che citarne un’opinione significhi fare game-set-match, addirittura “infierire”? Questo qui sotto, per esempio, mi sembra proprio un cheap trick:

Where was Brzezinski—known far and wide for his hard-line determination to resist Soviet expansionism—when Cyrus Vance, the then Secretary of State, declared that the Soviet Union and the United States had "similar dreams and aspirations," and when Carter himself complacently informed us that containment was no longer necessary?

Risposta: era dove e' sempre stato. a far resistenza alla linea di Cyrus Vance da dentro l'amministrazione, come Powell faceva resistenza a Rumsfeld nella prima amministrazione Bush. Normali dinamiche di governo.
Anche questo frammento non sembra felice:

And how was it that, despite daily meetings with Brzezinski, Carter remained so blind to the nature of the Soviet regime that the invasion of Afghanistan, as he himself would admit, taught him more in a week about the nature of that regime than he had managed to learn in an entire lifetime?

Cioe’ siccome Carter non era convinto che l”Urss fosse l’impero del male, allora Zibi’ non lo era neanche lui. Colpevole per associazione libera di idee? Colpevole perche’ nella stessa amministrazione? Nella stessa stanza? Non poteva non sapere?

Insomma, veniamo al punto: Camillo scambia una polemicuccia di occasione (occasione irachena) con un’analisi seria del ruolo di Zibi’ nel confrontarsi con l’Unione Sovietica. Poi, col suo bravo nPod nelle orecchie, prende un falco e lo trasforma in una colomba mezzasega solo per svalutare le sue parole sull’Iraq.

Francamente, e ci dispiace, e’ un’agenda abbastanza miserella..

 

PS noto che anche nPod cita in una nota le solite frasi del medesimo Thomas Joscelyn del Weekly Standard che scrive a proposito del pezzo di Zibi’ sul NY Time. Ma non sara’ che Tommy e’ l’unico la’ in mezzo che c’ha l’abbonamento al New York Times Select?

 




permalink | inviato da il 10/12/2005 alle 6:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
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